CAIDA
CAIDA è un festival di danza contemporanea nato dalla collaborazione tra il Comune di Castelfidardo e Hunt_CdC.
La danza contemporanea d’autore per la prima volta al Teatro Astra di Castelfidardo, con produzioni a livello nazionale che hanno come comun denominatore il legame con il territorio marchigiano, radice di alcun* artist* e fucina di alcune delle opere in scena.
In questa prima edizione CAIDA si fonde con Moto a Luogo, festival interdisciplinare incentrato sulla contact improvisation, che ha luogo su tutto il territorio regionale. Grazie a questo progetto, CAIDA ospita Sharon Fridman con “Hasta Donde?” e con un workshop sulla tecnica Ina.


PROGRAMMA
18 NOVEMBRE 2022 H 21

Ideazione e coreografia Elisa Spina
Scelta musicale e suono Elisa Spina e Guido Affini
Produzione Balletto Civile
Supervisione Michela Lucenti
Curato da Matteo Principi
Un atto, un moto continuo, ciclico e ripetuto, uno scavo fino al vuoto.
Una partitura coreografica come ricerca dell’essenza. Rottura di un sistema.
Sfinimento del corpo e abbassamento della carne, ritorno ad uno stadio più antico, purificazione per
sentire il vero valore dell’essere corpo ed essere anima insieme.
Lavoro coreografico che nasce dalla necessità di scavare nell’essenza del movimento, di ricercare la sua
origine, di riportare il corpo dove a condurlo sono solo forze istintuali. Forte ispirazione sono state le
sonorità viscerali delle voci femminili e i tamburi del brano ‘Secondo coro delle lavandaie’ della ‘Nuova
Compagnia di canto popolare’, che hanno suggerito brevi sequenze di movimenti e azioni. La creazione
di ‘Richiamo’ ha segnato l’inizio di un profondo lavoro sul femminile, accompagnando la ricerca verso un
immaginario ancestrale di donna dimenticato nella nostra società. Grandi spunti di riflessione sono nati
dal testo ‘Donne che corrono coi lupi’ di Clarissa Pinkola Estés.
E salto
Saltare per sentire di cosa salta la vita
Come salta l’anima
Come si muove l’anima
Si spicca verso un volo in potenza che non sarà mai tale, è istinto
Ogni salto ci ricorda e conferma la nostra condizione
destinati a sentire ma non ad essere, per lo meno qui, abbracciati a questo corpo
Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità.
(Eugenio Montale, I limoni)

corpo e movimento Nunzio Perricone, Alessandro Floridia, Ivan Gasbarrini
coreografia Nunzio Perricone
ambiente sonoro Alessandro Floridia
video-installazione Ivan Gasbarrini
sostegno Alloggiando Art Fest
Un danzatore (Nunzio Perricone) un musicista (Alessandro Floridia) e un videoartista (Ivan Gasbarrini) stanno esplorando il senso e la forma del loro stesso impulso performativo e le trasformazioni che avvengono in base al luogo che li ospita. Da un anno e mezzo, guidati dal loro incontro sincronico, seguono questo percorso di ricerca rabdomantica, incrociando i linguaggi del movimento del suono, della visione.
“I resti di un campo incendiato in una radura del canneto in piena ricrescita, ospitano l’incontro sincronico tra suono e movimento che si rivela in un loop temporale”.
19 NOVEMBRE 2022 H 21

coreografia e interpretazione Eleonora Greco
disegno luci Nyko Piscopo
musiche Vittorio Falconeta
produzione Cornelia
sostegno Inteatro Residenze, Fattoria Vittadini
Il luogo da dove veniamo definisce chi siamo?
Ogni edificio del nostro luogo d’origine rimanda
ad un RICORDO, ma cosa succede se i
luoghi fisici della fanciullezza scompaiono?
Giacomo Leopardi ne Le Rircordanze scrive:
<io fui>, che equivale a: <ho esaurito la mia esistenza>.
Quando vediamo un muro con una scritta, degli
oggetti che ornano una casa, la mente collega
ad ogni immagine visiva un ricordo che,
assemblato agli altri, compone L’IDENTITA’ di
una persona.
Lo scomparire di esse genera una lenta
sbiaditura dei dettagli di un ricordo,
cancellando, a poco a poco il passato di
un’esistenza.
Zona Rossa è un assolo di TEATRO FISICO
che ha alla base la domanda:
Che cosa succede ad una persona che vive il
SISMA e perde la propria casa?
Attraverso un’analisi emotivo fisica
trasformata in movimento si cerca di
rispondere a questa domanda, ripercorrendo
i punti cruciali che un sisma provoca ad un
CORPO.
Le fasi sono simili a quelle dell’elaborazione
del lutto: negazione, patteggiamento, rabbia,
depressione, accettazione.
…Qui non è cosa
ch’io vegga o senta, onde un’immagin dentro
con torni, e un dolce rimembrar non sorga;
dolce per se; ma con dolor sottentra
il pensier del presente, un van desio
del passato, ancor tristo e il dire: io fui…
(Le Ricordanze, Giacomo Leopardi)
20 NOVEMBRE 2022 H 18
Evento in collaborazione con Moto a Luogo progetto sostenuto da: Hexperimenta, AMAT, Regione Marche.

concept e coreografia Leonardo Carletti, Hunt_CdC
interpretazione Leonardo Carletti, Emma Paciotti, Elisa Ricagni, Giosy Sampaolo
disegno luci Marco Abeti
produzione Hunt_CdC
sostegno atuttotondodanza Residenze creative per artisti, Alloggiando Art Fest.
Hikikomori e’ una parola giapponese che significa “stare da parte”. E’ composta da due parole HIKU “spingere” e KOMORU “fuggire”. L’hikikomori è una persona che sceglie di sua volontà di fuggire dalla vita sociale perché non si sente in grado di affrontare o di sopportare la grande pressione alla quale è sottoposto. Ma il fenomeno Hikikomori non è solo l’espressione di un disagio, bensi’ una scelta consapevole, un modo per esprimere il dissenso alla pressione e al conformismo tipico della società. Possiamo guardare all’Hikikomori come ad un rivoluzionario consapevole, un eremita moderno. Il fenomeno, nato negli anni ’80 in Giappone, a partire dagli anni 2000 si è diffuso anche in Europa e negli Stati Uniti, a causa della sempre piu’ accentuata competitività sociale ed economica e dall’imposizione di modelli di riferimento. Hikikomori (un solo per 4) indaga i processi emotivi e psicologici dell’isolamento sociale, il disagio e il dissenso in risposta una società sempre più competitiva, conformista e pressante, sempre meno attenta alla dimensione umana. All’uomo al quale non è concesso essere ed esprimere se stesso all’interno di una società, non resta altro che andare controcorrente..
Il chiodo che sporge
va preso a martellate
(proverbio giapponese)

direzione artistica Sharon Fridman
interpretazione Sharon Fridman, Arthur Bernard Bazin
musica originale Luis Miguel Cobo
costumi Maite Llop Morera
Una volta che ci arrendiamo alle vie del corpo, ci lasciamo alle spalle ciò che ci ha impedito di essere noi stessi. Appare un valzer che si avvicina l’uno all’altro, tra noi emerge un ponte, una possibilità. Non sappiamo dove finisce il viaggio, ma sappiamo che non c’è ritorno, né fluttuazione. Ci riconosceremo dietro la soglia, sul ciglio della strada dove finisce la caduta dei nostri corpi. Se vogliamo risalire, dobbiamo prima scendere, ma fino a che punto…? (¿hasta dónde…?)
WORKSHOP DI TECNICA INA
SHARON FRIDMAN
18|19 novembre 2022 h 17.30-19.30
Teatro Astra|Castelfidardo (AN)
per info e costi
stefania +393394507203
info e biglietti
posto unico non numerato
18|19 novembre
una serata €8,
entrambe le serate €10,
ridotto €5 (student*, gruppi di 10 persone, partecipant* al workshop)
è possibile prenotare inviando un messaggio ad Hunt_CdC su Facebook (HUNT) e su Instagram (hunt_cdc) e sui normali canali:
Elisa whatsapp + tel. +393397567768
Giosy whatsapp + tel. +393395008195
ritiro sul luogo la sera dello spettacolo
20 novembre
€12 + €1,76 (commissioni)
biglietteria online o in presenza la sera dello spettacolo a cura di AMAT circuito vivaticket.

