ph: Maurizio Ciocchi

Concept: Lucia Mauri.
Danza e sviluppo Coreografico: Polina Kliuchnikova, Laura Gagliardi e Lucia Mauri
Musiche: Lorenzo Barone
Video e Montaggio: Sara Koniarek
Co-produzione HUNT_CdC, Hangart Fest
Con il sostegno di Ariella Vidach aiep, NAO2024, Liz King – d.id identity,
Bruckner University Linz, Stuv-Bruckner University e Comune di
Montecalvo in Foglia.


ph: Maurizio Cocci

I reflect on the look as a social bond between people and a form of non verbal communication
(The power of the Gaze – Janne Seppänen)

out of sight, out of mind? è un viaggio sensoriale che esplora le delicate frontiere tra ilvisibile e l’invisibile, il movimento e l’immobilità, il suono e il silenzio. Al cuore di questa esplorazione artistica giace l’enigma dello sguardo: uno sguardo che non solo vede ma modella, trasforma e talvolta cancella.
I corpi delle danzatrici si muovono in un continuum di apparizioni e sparizioni,
dove la loro presenza è palpabile eppure sfugge costantemente avvolta in un
gioco di luci, immagini, ombre e presenze, l’immobilità stessa diventa un atto rivoluzionario.
Ogni elemento è meticolosamente intrecciato per sfidare le convenzioni della performance e dell’osservazione, ottenendo come risultato un’opera che vive nel liminale, in quella sottile linea che separa il vedere dall’essere visto, invitando tutti a riflettere sul significato stesso della presenza, dell’attenzione e dello sguardo. Gli spettatori sono invitati non solo a osservare m a a partecipare attivamente a questa danza di presenze e assenze. L’esperienza spettatoriale è così trasformata: da passiva ad attiva, da osservatrice esterna a componente
integrante dell’opera. Le decisioni del pubblico, i loro sguardi, o le non decisioni diventano parte della coreografia stessa, in un dialogo continuo tra ‹ palco › e ‹ platea ›.
La musica e il video giocano ruoli cruciali in questo tessuto artistico, agendo come ponti tra i corpi e la scena. Il suono, ora un sottile filo conduttore, ora un protagonista audace, riempie gli spazi vuoti, quelli stessi spazi carichi di attesa e possibilità. Il video, intanto, scandisce il ritmo dell’esperienza, alterando la
percezione temporale e spaziale dello spettatore, e guidando l’occhio verso nuove dimensioni della presenza.